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Il "Konde Koma"
ovvero le origini del Brasilian Ju Jitsu
Da uno scritto dello storico Rildo Heros Barbosa de Medeiros
Traduzione a cura di P.Crugnola

Fu Maeda a portare il Ju Jitsu in Brasile. Maeda nasce il1878 nella Prefettura di Aomori. Da giovane impara il Ju Jitsu della scuola Tenshin Shin’yo Ryu e a 18 anni si reca a Tokyo. La sua iscrizione al Kodokan é del 1897.
Maeda é alto 164cm e pesa 70kg, é molto tenace ed ha una predisposizione naturale per il Judo che lo porteranno a diventare uno degli allievi più promettenti del Kodokan.
Nel 1904, insieme ad uno dei suoi istruttori, Tsunejiro Tomita, si reca negli USA. Si esibiscono insieme all’accademia di West Point, ma é un insuccesso. Fanno vedere dei Kata che risultano troppo complessi per la pragmatica mentalità americana e vengono sfidati da uno studente campione di “wrestling”. Maeda accetta la sfida e, pur non conoscendo le regole di quel tipo di lotta, continua a combattere fino a quando con una leva costringe l’avversario alla resa. A quel punto, gli americani vogliono vedere Tomita pensando che, in quanto maestro di Maeda, sia il più bravo dei due. Ma Tomita aveva già passato la quarantina e non era più nel fiore degli anni, ma per onor di firma accetta ugualmente la sfida con il risultato di doversi arrendere al suo pimpante avversario.
Dopo questi avvenimenti i due si separano, Tomita per andare sulla West Coast, Maeda per recarsi a New York. Maeda, dopo aver vinto alcuni incontri/sfide comincia ad insegnare all’università di Princeton, ma gli studenti mal si adattaano al modo d’insegnare giapponese e dopo poco tempo abbandonano gli allenamenti.
In quel periodo Maeda viene contattato per un incontro professionistico e, poiché l’attività d'insegnante non funziona molto bene, accett. Questa decisione era un’aperta violazione dei regolamenti Kodokan che vietavano ai loro membri qualunque tipo di attività professionistica. Il suo sfidante, “butcherboy” (il macellaio) di Brooklyn, é sconfitto e la vittoria rialza gli animi di tutta la comunità giapponese di New York. Da quel momento inizia la carriera professionistica di Maeda, che lo porterà in giro per tutto il mondo.
Nella sua trasferta spagnola, nel 1908, acquisisce il soprannome di “Conde Koma”. Maeda appariva sempre come una persona triste e preoccupata, in giapponese “komaru”, per cui egli stesso si definiva come “Maeda Komaru”. Un conoscente spagnolo suggerì il nomignolo di “Conde” e cioé Conte, da cui, per sintesi, “Conde Koma”, soprannome che, più tardi, diventerà parte del suo nome legale.
A Londra legge su un giornale che un lottatore Russo sostiene che il wrestling é superiore al Judo e lo sfida pubblicamente, ma il russo si tira indietro dicendo che l’articolo non era esatto.
Maeda viaggia attraverso tutta l’America Latina e insieme al suo amico Sanshiro Satake visitano USA, Mexico, Cuba, Honduras, Costa Rica, Panama, Colombia, Ecuador, Perù (dove incontrano Laku, un maestro di ju-jitsu, che insegnava presso la polizia Peruviana), Cile, dove contattano un altro combattente, (Okura), Argentina (dove incontrano Shimitsu) and Uruguay. Con questo gruppo, Koma fa la sua prima esibizione in Brasile a Porto Alegre. Quindi é la volta di Rio de Janeiro, San Paulo, Salvador, Recife, San Luis, Belém (nel Ottobre del 1915) e finalmente Manaus, nel 18 Dicembre dello stesso anno. La prima uscita del gruppo giapponese, a Manaus, organizzata dal manager Otavio Pires Junior, il 20 Dicembre 1915, avviene al Teatro Politeama. Sono presentate tecniche di leva articolari, difese da attacchi di vario tipo, prese articolari, dimostrazioni con armi giapponesi e sfide al pubblico presente. Con il crescente successo delle esibizioni crescono anche le sfide. Alcune volte sono pugili, come Adolfo Corbiniano, dalle Barbados o specialisti di lotta greco-romana, come Arab Nagib Asef e Severino Sales. A quel tempo Manaus vive il boom della raccolta della gomma e così i combattimenti sono sostenuti da scommesse milionarie, fatte dai “baroni” delle piantagioni della gomma. Dal 4 all’8 gennaio 1916 il tour amazzonico é compiuto. Nei giorni successivi Maeda, insieme a Okura e Shimitsu, s’imbarca per Liverpool in Inghilterra, dove resta fino al 1917. Durante questo periodo, Satake e Laku continuano ad insegnare Ju Jitsu in amazzonia al Rio Negro Athletic Club e nel contempo vincono tutte le sfide che gli vengono proposte. Nel novembre 1916, un combattente italiano, Alfredo Leconti, allenato da Gastao Gracie, associato ai Fratelli Queirollo del Circo Americano, arriva a Manaus per una sfida. Satake é ammalato e cede il posto a Laku, che viene sconfitto da Leconti. Satake, ricoverato in ospedale, vorrebbe sfidare l’italiano, ma in seguito ad una sommossa avvenuta durante l’incontro, fra Laku e Leconti, le autorità di polizia proibiscono ulteriori combattimenti nella capitale amazzonica.
Nel 1917, di ritorno in Brasile, a Belem, con la sua moglie inglese (May Iris), Maeda entra nel Circo Americano e finalmente conosce Gastao Gracie. Nel novembre 1919 Maeda ritorna a Manaus, questa volta come sfidante del suo vecchio amico Satake e qui subisce la sua seconda sconfitta della sua carriera da combattente (l’altra avvenne a Londra in un incontro di "catch-as-catch-can"). Quindi ritorna a Belem dove, nel 1920, durante la crisi della gomma, il Circo Americano chiude i battenti. Maeda, a questo punto, s’imbarca per l’Inghilterra.
Nel 1922, ritorna come agente per l’immigrazione assunto dalla Amazon Industrial Company e inizia ad insegnare Judo in Vila Bolonha. Nello stesso anno, il suo vecchio compagno Satake s’imbarca per l’Europa e da allora non se ne avrà più notizia. Maeda si stabilisce a Belem dove morirà nel luglio 1941.
Carlos e Helio Gracie, figli di Gastao, proseguono l’attività del Ju Jitsu, che impararono da Maeda nel Circo Americano del padre: da allora l’arte marziale si consolida definitivamente a Manaus.
Maeda sostenne all’incirca 2000 combattimenti nell’arco della sua carriera perdendone solamente due. Combatté in tutto il mondo e divenne una leggenda vivente. Maeda considerava il Judo come l’estrema forma di difesa personale. Per lui la boxe o il wrestling erano solamente degli sports con delle regole.
La sua strategia era di partire con un colpo di gomito oppure con un calcio basso, proseguire con una proiezione e quindi finire l’avversario a terra con uno strangolamento o una leva. Si racconta che abbia studiato le taryu shiai judo, tecniche di judo usate negli incontri contro le altre scuole di Ju Jitsu e selezionato quelle più efficaci.
Studiò la boxe e il wrestling al fine di scoprirne i punti deboli, per es. usare la lotta a terra contro i pugili. Maeda viaggiò attraverso tutto il mondo e imparò dalle sue dirette esperienze, mettendo a punto, gradualmente, una sua espressione personale del Judo. Esso comunque nasceva dal Judo utilizzato al Kodokan a cavallo tra ‘800 e ‘900, un Judo ancora molto vicino al Ju Jitsu, ricco di leve e strangolamenti che più tardi furono eliminati per la loro pericolosità.
E‘ da questo Judo “delle origini” che prese vita il cosiddetto “Brasilian Ju Jitsu” e la leggenda della famiglia Gracie, ma questa é un’altra storia.