Il ju jitsu della
scuola Fusen Ryu fu fondato da Takeda Motsuge nei primi
dell’800. Motsuge era nato nel 1794 a Matsuyama in Giappone.
Studiò il ju jitsu fin da giovane e negli ultimi anni, quando
insegnava ad Aki, fu considerato un vero e proprio Shihan dai
suoi allievi. Aveva appreso il Namba Ippon Ryu da Takahashi
Inobei e, nel corso della sua vita, aveva studiato anche
Takenouchi Ryu, Sekiguchi Ryu, Yoshin Ryu, Shibukawa Ryu e Yagyu
Ryu. Il suo stile si sviluppò mentre la classe dei Samurai si
stava dissolvendo e questo lo portò ad orientarsi maggiormente
verso il combattimento senz’armi. La Fusen Ryu divenne infine
un’arte quasi totalmente dedita al combattimento a terra anche
se questo fatto non riguardò la totalità dei dojo (*).
Al volgere del secolo scorso, il maestro di Fusen Ryu, Mataemon
Tanabe, sfidò un “nuovo” maestro di ju jitsu che si era inserito
nel suo territorio, tale Jigoro Kano. Con il nuovo stile che
insegnava aveva battuto facilmente parecchie altre scuole di ju
jitsu che lo avevano sfidato. Così la scuola di Mataemon Tanabe
combatté contro quella di Jigoro Kano e... vinse tutti gli
incontri!! Li vinse non proiettando gli avversari, ma portandoli
a terra e quindi costringendoli alla resa con leve articolari,
strangolamenti, ecc. Così nacque la lotta a terra nel Judo.
Jigoro Kano rimase affascinato dalla abilità con cui vennero
battuti i suoi allievi e chiese (e forse pagò) a Mataemon Tanabe
di svelargli i segreti della sua tecnica. Immediatamente designò
alcuni suoi allievi, tra i migliori, a concentrarsi su queste
nuove tecniche e in poco tempo il Ne Waza venne assorbito nel
metodo Kodokan diventandone parte integrante.
Avendo ormai parecchi allievi esperti in Ne Waza, a Kano sembro
una buona idea usare questo metodo nell'insegnamento per le
scuole. Poiché il combattimento in Ne Waza finiva in un modo
incruento con la resa dell’avversario e senza incidenti (**)
esso poteva essere considerato più facilmente come attività
“sportiva” e meno come arte marziale (***). Egli chiamò questo
nuovo stile sportivo "Kosen". Nel 1914 fu organizzato presso
l'Università Imperiale di Kyoto il primo Campionato delle Scuole
Superiori Giapponesi. Nel 1925 lo stile Kosen aveva così preso
piede che Jigoro Kano fu costretto a stabilire nuove regole di
combattimento per limitarne l’impiego nelle competizioni. Si
arrivò infatti a stabilire una proporzione fra lotta a terra
(30%) e lotta in piedi (70%), regola che durò fino al 1940.
Tutto ciò portò ad una sorta di “frattura” all’interno del
Kodokan. Molti di quei judoka che Kano aveva fatto specializzare
nello stile Fusen Ryu di Mataemon Tanabe avevano approfondito il
discorso in tal senso e questo consentì loro e ai rispettivi
allievi di primeggiare in quasi tutte le competizioni. Ma questa
supremazia incrinava quel delicato equilibrio che Kano, da
tempo, stava cercando di creare all’interno del Kodokan. Il
Kodokan doveva rappresentare una sintesi del vecchio Ju Jitsu e
non poteva quindi fare preferenze fra questo o quello stile. Nel
contempo Kano aveva il problema di diffondere il suo metodo
all’estero e per farlo doveva utilizzare persone che fossero in
grado di difendere gli ideali del Kodokan anche davanti alle
inevitabili “sfide” alle quali sarebbero andati incontro. Per
questi motivi Kano decise d’inviare gli allievi “specialisti”
nel Ne Waza e protagonisti del nuovo stile Kosen. Fra questi
allievi vi erano Hirata, Tomita e Maeda. Maeda con Tomita andò
negli U.S.A. e dopo tante peripezie fini in Brasile dove insegnò
ai fratelli Gracie la sua tecnica (****). Ecco perché il
Brasilian Ju Jitsu é quasi tutto lotta a terra, perché proviene
dal famoso stile Kosen. Il Kosen continuò a sopravvivere in
pochi luoghi, fra questi il dojo di Hirata Kanae in Giappone,
che continua tuttora la propria attività anche dopo la sua morte
avvenuta nel 1998.
(*) Esistono infatti, ancora oggi, dojo di Fusen Ryu che non
insegnano solamente lotta a terra. Video su un'esibizione di Fusen Ryu - 5,4 Mb
(**) In quel periodo, agli inizi del ‘900, la tecnica del Judo
era ancora da mettere a punto e i combattimenti in piedi non
sempre finivano in maniera incruenta.
(***) Nel Giappone del tempo era in atto una sorta di “rifiuto”
verso tutto ciò che poteva avere richiami con il passato
guerriero del Giappone e/o costituisse ostacolo nei confronti
della modernità.
(****) Vedi articolo Il "Konde Koma"
Aggiungiamo un brano tratto da un articolo sulla figura di Yukio
Tani edito sulla rubrica "Bulletin N°6" del sito The Kano Society, a cura di Graham Noble, a sua volta tratto
dalla e zine "Electronic Journal of Martial arts". In esso si parla di
Mataemon Tanabe e dei suoi combattimenti con il Kodokan in modi
più dettagliati.
We know
little about Tani's early training. Apparently his father and
grandfather were teachers of jujutsu and he started training at
a young age. So this must have been around 1890.
Sappiamo molto poco sul primo periodo di pratica di Tani.
Sembrerebbe che suo padre e suo nonno fossero insegnanti di ju
jitsu e che egli cominciasse ad allenarsi in giovane età. Dovrebbe essere intorno al 1890.
Shingo Ohgami told me that Tani trained with Fusen-ryu
groundwork specialists Torajiro Tanabe and/or Matauemon Tanabe.
This is supported by information in Takao Marushima's Maeda
Itsuyo: Conte Koma (1997), where it is said that Matauemon
Tanabe was a friend of Tani's father. This is interesting
because the latter Tanabe, the fourth headmaster of the
Fusen-ryu, features in the early history of Kodokan judo.
Shingo Ohgami
mi disse che Tani si allenò con gli specialisti di lotta a terra
della Fusen Ryu Torajiro Tanabe e/o Matauemon Tanabe. A conferma
di ciò c'é la dichiarazione di Takao Marushima's Maeda Itsuyo:
Conte Koma (1997), in cui si dice che Matauemon Tanabe era un
amico del padre di Tani. Questo é interessante perché il
successivo Tanabe, quarto direttore della Fusen Ryu,
caratterizzò la storia del primo Kodokan.
In the September 1952 edition of Henri Plée's Revue Judo Kodokan,
Kainan Shimomura, 8-dan, wrote: Encounters between professors
of the state were the exception. However, public opinion got so
worked up that in January 1891 an inter-group combat took place
in which Tobari (then 3rd dan judo, he died an 8th dan) for the
Kodokan opposed [Matauemon] Tanabe, expert of the Fusen-ryu
school. One must not commit the error of considering the ancient
jujutsu as being a priori inferior to modern judo.
Nella rivista
Judo Kodokan del settembre 1952 di Henri Plée, Kainan Shimomura
8° dan, scrisse: gli incontri tra i maestri delle scuole erano
delle eccezioni. Tuttavia, la pubblica opinione fu tale che nel
gennaio del 1891 ebbe luogo un combattimento tra gruppi in cui
Tobari (allora 3° dan judo, morì con il grado di 8° dan) per il
Kodokan fu opposto a (Matauemon) Tanabe, esperto della Fusen Ryu.
Non bisogna commettere l'errore di considerare, a priori,
l'antico ju jitsu inferiore al moderno judo.
Straightaway Tanabe sought the combat on the ground, but Tobari
succeeded in remaining standing up. After a fierce fight Tanabe
won by a very successful stranglehold on the ground. Tobari,
bitterly disappointed by the defeat, began to feverishly study
groundwork. The year after, he challenged Tanabe again. This
time it was a ground battle and once more Tanabe won. He was now
famous and, in the name of the ancient schools, challenged the
members of the Kodokan, and even Isogai (then 3rd dan, at the
time of his death he was a 10th dan) was put in danger from his
ground technique. The Kodokan then concluded that a really
competent judoka must possess not only a good standing technique
but good ground technique as well. This is the origin of the
celebrated 'ne-waza of the Kansai region'. And in conclusion to
all this one may very well say that Mataemon Tanabe, too,
unconsciously contributed towards the perfecting of the judo of
the Kodokan.
Immediatamente Tanabe cercò di portare il combattimento al
suolo, ma Tobari riuscì a stare in piedi. Dopo un feroce
combattimento Tanabe vinse per strangolamento a terra. Tobari,
amaramente deluso per la sconfitta, cominciò a studiare
febbrilmente la lotta a terra. L'anno dopo, sfidò nuovamente
Tanabe. Questa volta fu una battaglia a terra e Tanabe vinse
ancora. Ora era famoso e in nome delle antiche scuole (di ju
jitsu n.d.r.) sfidò i membri del Kodokan, e anche Isogai (allora
3° dan, 10°dan al momento della sua morte) fu messo in
difficoltà dalla sua tecnica al suolo. Il Kodokan concluse
allora che un judoka veramente competente dovesse possedere non
solamente una buona tecnica in piedi, ma anche a terra. Questa é
l'origine della famosa "ne waza della regione del Kansai". E a
conclusione di tutto ciò si può ben dire che Matauemon Tanabe,
pur inconsapevolmente, contribuì a perfezionare la tecnica del
Kodokan.