Le
diverse distanze nella difesa personale.
In
primo luogo qui si intende come difesa personale un metodo di difesa che sia
al contempo il più possibile efficace,- rimanendo accessibile non solo a
ragazzi tra i 18 e i 30 anni e nel massimo della potenza fisica -, e dia i
suoi frutti dopo un periodo breve di pratica, diciamo intorno ad un anno.
Per
quanto riguarda la difesa personale in relazione a combattenti esperti ed
agonisti chiaramente il discorso potrebbe cambiare.
In
genere vi sono due teorie differenti per quanto riguarda la difesa personale.
La prima sostiene che è assolutamente meglio rimanere in piedi e colpire
mantenendo la distanza senza finire al suolo. La seconda invece che è meglio
accorciare la distanza, portando
così probabilmente il combattimento al suolo. Analizziamo brevemente quelli
che sono a mio avviso i punti a favore e a sfavore
di ciascuna teoria:
Vantaggi
del combattimento a distanza:
1)
possibilità
di controllare la situazione e di mantenere la propria mobilità per schivare
ed eventualmente per sottrarsi al pericolo fuggendo
2)
possibilità
di affrontare più avversari contemporaneamente.
Svantaggi
del combattimento a distanza:
1)
Possibilità
di incontrare un avversario più pesante e potente di noi , che dunque
colpisca, anche se con meno tecnica, più forte ;
2)
possibilità
di incontrare un avversario che incassi meglio di noi i colpi, con una soglia
di resistenza al dolore più elevata, vuoi per propria natura, vuoi perché
sotto effetto di sostanze stimolanti o alcoliche ;
3)
assoluta
impossibilità di controllare l’avversario senza provocargli danni.
(problematica situazione in caso di interventi incruenti, per esempio del
personale di Security) ;
4)
necessità
di effettuare simulazioni di combattimento in allenamento, che per quanto si
avvalgano di protezioni, rimangono abbastanza proibitive e demotivanti per i
più, (a causa dei colpi che inevitabilmente si incassano, se si vuole
mantenere un buon grado di realismo).
Vantaggi
del combattimento corpo a corpo:
1)
possibilità
di controllare un avversario più pesante e potente di noi ma tecnicamente non
preparato (situazione molto frequente) ;
2)
possibilità
di effettuare degli attacchi invalidanti di disarticolazione attraverso
l’uso delle leve articolari ( leggi: “che rendono impossibile l’uso di
quella articolazione nell’eventuale proseguimento del combattimento”) ;
3)
possibilità
di colpire il nostro avversario da una posizione in cui a lui risulta
impossibile colpire noi ;
4)
possibilità
di provocare lo svenimento del nostro avversario attraverso strangolamento,
senza provocare alcun tipo di danno, (nel caso di persone in stato alterato di
coscienza, pericolose per sé e per gli altri) o in caso estremo di uccidere
l’avversario non fermando lo strangolamento dopo lo svenimento (nel caso per
esempio di dover impedire un dirottamento aereo che minacci di colpire un
centro abitato : )
Svantaggi
del combattimento corpo a corpo:
1)
assoluta
impossibilità di controllare quel che succede intorno a noi ;
2)
estrema
difficoltà ad ingaggiare il combattimento con più di un avversario alla
volta.
Considerazioni
personali:
Premetto
che personalmente, ritengo che il
bilancio finale propenda più a favore dei sostenitori del corpo a corpo .
Le
mie considerazioni sui punti a sfavore del corpo a corpo:
Il
lato più negativo del corpo a corpo è l’impossibilità di controllare la
situazione attorno a noi; per esempio: sopraggiunge
una terza persona, che al momento dell’ingaggio del combattimento, non era
presente, armata di crick e molto arrabbiata (ohibò pessima situazione se ci
troviamo avvinghiati ad un avversario); per
migliorare questo punto dolente si potrebbe
pensare di usare posizioni tipo montata
–crociata (cento-chili), che consentono un buon controllo dell’avversario,
dell’ambiente circostante e di poter effettuare molti ottimi attacchi,
mantenendo nel contempo un ottima mobilità (e dunque attiva eventualmente la
mai obsoleta opzione fuga).
Per
quanto riguarda il combattimento contro più avversari, la domanda che sorge
in me è: “chi sono questi avversari? “
1)
Usiamo
come metro di paragone noi stessi (parafrasando un vecchio articolo di Rorion
Gracie), credo che tutti siano d’accordo, non sarebbe possibile vincere
contro due copie di noi medesimi, dunque i “molti avversari” dovrebbero
essere inferiori a noi, vuoi fisicamente, tecnicamente ecc…..
2)
Dovendo
mantenere il combattimento sulla distanza lunga si applicherebbero tutti gli
argomenti sfavorevoli al combattimento a distanza moltiplicati per il numero
degli eventuali avversari.
3)
E’
assolutamente impensabile il combattimento contro più avversari (che valga al
pena di definire avversari), se non si è ad un ottimo livello di
preparazione, quale può essere quello di un atleta agonista, con relativo
innalzamento della soglia del dolore.
4)
In
questo caso non stiamo parlando di una persona “normale” che pratica
difesa personale, ma di un atleta agonista e probabilmente nel pieno della
forma fisica, caso che esula dall’argomento qui trattato.
5)
Devo
però ora spezzare una lancia in favore del combattimento contro più
avversari: “meglio combattere con un gruppo di liceali che hanno marinato le
lezioni, che con un singolo Mike Tyson in libera uscita”.
Se avessi omesso qualche punto importante nella analisi dei vantaggi e degli svantaggi delle diverse distanze di combattimento, sarei lieto di essere informato in modo da poter aggiornare questo articolo.
marco.galzenati@fastwebnet.it